martedì 14 marzo 2017

La visita pastorale alla Diocesi di KRK

L’Arcivescovo Alessandro D’errico, venerdì 24 febbraio 2017, è stato in visita pastorale all’isola di Krk. Partito da Zagabria, egli ha percorso il tragitto di circa 200 km in compagnia con il Segretario di Nunziatura mons. Janusz Blachowiak e con p. Ivica Hadas s.j. suo interprete. 
Nella Cattedrale di Veglia egli ha ricordato la solenne ordinazione del vescovo Ivica Petanjko avvenuta il marzo 2015. 
Nella Cattedrale di Veglia egli ha ricordato la solenne ordinazione del vescovo Ivica Petanjko avvenuta il marzo 2015.
Le agenzie cattoliche croate, la Radio Vaticana e il Portale della Diocesi di KRK, hanno dedicato alla visita del Nunzio Apostolico ampi reportage e illustrazioni fotografiche. 


In particolare sul portale diocesano sono riportati i dettagli dell’avvenimento e i contenuti ecclesiali della visita. Nella Cattedrale il Nunzio si è fermato in preghiera sulla tomba del Servo di Dio Mons. Anthony Mahnića, dove ha parlato con il Rev. Sasa Ilijić, postulatore della causa di beatificazione.  Nell’Episcopio Mons. D’Errico ha discusso con il Vescovo Petanjak vari temi della vita ecclesiale di Krk: le parrocchie, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, le vocazioni sacerdotali e le caratteristiche specifiche dell’azione pastorale svolta a Krk e nelle altre isole del Quarnero.
Il Nunzio ha ricordato i diversi sacerdoti diocesani di Krk che svolgono il loro ministero fuori della loro diocesi, nelle missioni, nel servizio diplomatico e nelle università, così come il cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagabria, già vescovo di Krk e nativo dell'isola. Da Mons. Petanjak il Nunzio è stato informato che il prossimo anno pastorale nella diocesi di Krk sarà dedicato alla preghiera e al lavoro per le nuove vocazioni. Il Nunzio Apostolico ha poi ancora sottolineato la soddisfazione del Santo Padre Francesco per la nomina di mons. Ivica Petanjko a vescovo di Krk.
All’incontro con Mons. D’errico sono stati presenti anche i collaboratori del vescovo: il Vicario Generale mons. Francesco Velcic, l’ economo Rev. Anton Depikolozvane, il postulatore e il segretario del vescovo.
Il Nunzio ha incontrato anche mons. Valter Zupan, vescovo emerito, e la Comunità delle Suore dei Cuori Eucaristici di Gesù e Maria che operano nel Palazzo Vescovile e nella Cattedrale.



giovedì 2 marzo 2017

Cerimonia per il ricordo dei bambini salvati durante la grande guerra

La ricorrenza del centenario (1917-2017) del salvataggio di circa 17.000 bambini dei paesi balcanici durante la grande guerra ha motivato la solenne cerimonia (Accademia) patrocinata dalla Presidenza della Repubblica di Croazia e dalla Presidenza della BiH. Il grande intervento umanitario a favore di bambini affamati, e toccati dalla tragedia della guerra e della carestia, fu animato dal frate francescano P. Didak Buntić il quale, con la collaborazione di altre persone, riuscì a sottrarre i bambini dai luoghi del conflitto sul litorale adriatico (Istria, Quarnero, Dalmazia, Croazia e Bosnia-Erzegovina) e a ricollocarli presso numerose famiglie della Croazia, della Slavonia e di altre regioni interne. Fu una operazione squisitamente umanitaria e ricca di significati, anche attuali, per la solidarietà multietnica e religiosa nei Balcani.
Tutti i portali istituzionali e govenativi della Croazia e della Bosnia-Erzegovina, quelli dei Francescani e quelli dei media laici e cattolici, hanno dato risalto all’evento che si è svolto con un fitto programma culturale e musicale il 22 Febbraio 2017, nella splendida cornice del Teatro Nazionale Croato di Zagabria. Molte sono state le personalità di rilievo che hanno partecipato, tra queste come rappresentanti delle istituzioni del patrocinio, la Presidente della Repubblica di Croazia la Sig.a Kolinda Grabar-Kitarović, il membro della Presidenza di BiH Dr. Dragan Covic ed il Sindaco di Zagabria Milan Bandic.


Quasi tutti i comunicati ufficiali hanno sottolineato anche la partecipazione del Primo Ministro Andrej Plenković, dell’Alto Rappresentante per la Bosnia-Erzegovina Valentin Inzko, del Vice Presidente del Parlamento croato Milijan Brkic, del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Vjekoslav Bevanda, del Presidente della Federazione della BiH Marinko Ćavar, del Nunzio Apostolico in Croazia l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, del Presidente della Comunità Islamica in Croazia Mufti Aziz ef. Hasanovic, del Presidente dell'Accademia accademico Zvonimir Kusic, di altri ministri croati e rappresentanti della Chiesa, della vita politica e scientifica della Croazia e della Bosnia-Erzegovina.
Un particolare ruolo, anche di definizione del senso e dei significati dell’avvenimento, è stato svolto a nome della Provincia Francescana di Bosnia-Erzegovina da p. Miljenko Steko, il quale ha letto la memoria del centenario in chiave religiosa ed umanitaria, facendo riferimento alla tradizione cattolica delle apparizioni ai fanciulli di Fatima e alla solidarietà tra le diverse etnie e religioni.





lunedì 13 febbraio 2017

Discorso alla sessione solenne dell'Associazione per la libertà religiosa in Croazia

L'Associazione per la libertà religiosa nella Repubblica di Croazia sabato 28 gennaio 2017, in occasione della Giornata internazionale della libertà religiosa, ha tenuto una assemblea solenne nell'Aula dell'Università di Zagabria, con conferimento di premi e riconoscimenti a personalità religiose civili ed accademiche. Per l'anno 2016 i premiati sono stati: Prof. dr. Miroslav Volf, Prof. dr. Ivan Supičić, Mons. Anthony Škvorčević vescovo di Pozega e Slavonia, mr. John Culibrk, e postumo del premio è stato insignito il prof. dr. Slobodan Lang.
Hanno partecipato i rappresentanti di chiese e comunità religiose, tra questi anche il Nunzio Apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, il quale ha rivolto all'Assemblea un intenso discorso sui rapporti tra le diverse comunità religiose in Croazia e sul loro valore esemplare a livello internazionale.
I media e le agenzie cattoliche Laudato ed IKA riportano brani significativi del discorso del Nunzio. Sul portale ufficiale in rete dell'Associazione è postato altresì un lungo commento descrittivo dell'evento e del suo svolgimento, con approfondimenti che consentono la visione di una ampia galleria fotografica e la lettura di pagine dedicate alla storia e alla mission dell'Associazione.

In particolare dalla pagina storica si apprende, traducendo ad sensum dal croato, che il 14 febbraio 1994, alla presenza di numerosi rappresentanti delle comunità religiose in Croazia e degli operatori pubblici e sociali, si tenne nell'Hotel Esplanade di Zagabria l'assemblea fondativa dell'Associazione della libertà religiosa nella Repubblica di CroaziaL'Associazione è una organizzazione non governativa e senza scopo di lucro che riunisce i fedeli, sacerdoti e funzionari religiosi di diverse comunità religiose, coloro che non appartengono a nessuna comunità religiosa e atei in tutte le contee croate con l'obiettivo: la difesa, la conservazione, l'espansione e la raffinatezza dei religiosi, la libertà degli individui e delle comunità religiose, il miglioramento dei diritti di libertà di coscienza e religiosa.
Al Congresso Mondiale per la libertà religiosa a Rio de Janeiro nel 1997, l'Associazione è diventata un membro della IRLA, una ONG internazionale con status consultivo presso le Nazioni Unite, l'UNESCO e il Consiglio d'Europa.

Di seguito possiamo leggere il testo del discorso direttamente predisposto dall'Arcivescovo Alessandro D'Errico.


SESSIONE SOLENNE
DELL’ASSOCIAZIONE PER LA LIBERTA’ RELIGIOSA IN CROAZIA
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SALUTO DEL NUNZIO APOSOLICO
ARCIVESCOVO ALESSANDRO D’ERRICO
(Zagabria, 28 gennaio 2017)


Ringrazio il Pastore Zeliko Mraz per l’invito a partecipare a questa solenne Sessione dell’Associazione per la libertà religiosa in Croazia. L’ho accettato volentieri, per i vincoli di sincera stima e fraterna amicizia che mi legano a lui e a molti membri dell’Associazione. Saluto tutti cordialmente: i membri dell’Associazione e gli illustri ospiti qui presenti questa sera.
Un particolare saluto di felicitazione e di augurio mi è caro rivolgere ai laureati per l’anno 2016, congratulandomi anch’io, insieme a tanti, per le loro attività.
A questo riguardo, vorrei aggiungere due piccole cose.
  1. So bene che il Board dell’Associazione aveva pensato per i premi 2016 anche a Papa Francesco. Quando il Pastore Mraz me lo comunicò, Gli trasmisi immediatamente la notizia e la sua lettera. Egli mi ha incaricato di dirvi che ha apprezzato molto questo gesto e vi ringrazia per l’attenzione che avete avuto nei suoi riguardi. Tuttavia, ha aggiunto che non era in grado di accettare il premio, perché il protocollo della Santa Sede non prevede che il Papa accetti premi e riconoscimenti.

  1. Sono lieto di vedere qui anche questa sera riuniti insieme tanti leaders e alti rappresentanti di diverse confessioni religiose. Sicché, mi piace guardare alle attività dell’Associazione anche nello specifico contesto di armonia che caratterizza le relazioni tra le comunità religiose in Croazia. Questo mi pare proprio un elemento distintivo della Croazia. Sono in giro per il mondo nel servizio diplomatico della Santa Sede da quasi 40 anni. Non esiterei a dire che qui ho trovato relazioni esemplari tra le comunità religiose. Questo mi sembra particolarmente importante, tenendo presente quanto purtroppo spesso accade in altre parti del mondo. Questo fa onore alla Croazia e noi non dovremmo stancarci di sottolineare che ciò che avviene qui può essere indicato come un modello per altre aree del mondo.

Perciò, l’augurio che mi è caro rivolgere all’Associazione e ai laureati per l’anno 2016 è che insieme possiamo continuare a fare la nostra parte nella promozione dell’armonia sociale e delle buone relazioni tra le comunità religiose, per il bene di tutti i fedeli e di tutti i cittadini, e per l’immagine internazionale della Croazia.
Grazie




sabato 4 febbraio 2017

Discorso alla 57.a Settimana Teologica-Pastorale

La 57.a Settimana Teologica-Pastorale organizzata dalla Facoltà Teologica Cattolica dell'Università di Zagabria si è svolta con un folto programma di incontri e di celebrazioni dal 24 al 26 Gennaio 2017, con la partecipazione di numerose personalità, accademiche civili ed ecclesiastiche. 
Il tema della Settimana Teologica è stato Indispensabilità del dialogo e della riconciliazione nella societa croata"
 Sul portale istituzionale della Facoltà si può visionare la brochure del programma che descrive gli eventi delle giornate, le varie tematiche teologiche particolari, formative ed ecclesiali, sviluppate dai relatori ed i dibattiti susseguenti che si sono svolti nella sede del Seminario Interdiocesano di Salata.



Il Nunzio Apostolico Mons. Alessandro D'Errico ha pronunciato il suo discorso nella giornata inaugurale rivolgendosi, con l'ausilio dell'interprete p. Ivica Hadash s.j., alla numerosa assemblea che ha registrato anche la presenza del Sindaco Milan Bandic.


Sulla rete informatica si possono rinvenire diversi commenti e foto dedicati alla Settimana Teologica-Pastorale, in particolare si rinviene un breve video di Laudato utile per un sintetica presentazione dell'evento e per annotare alcuni momenti dell'intervento del Nunzio Apostolico.

Di seguito possiamo leggere il testo intero del saluto di Mons. D'Errico.  


SETTIMANA TEOLOGICO-PASTORALE
                                             Saluto del Nunzio Apostolico
                                          Arcivescovo Alessandro D’Errico
                                               (Zagabria, 24 gennaio 2017)

Sono lieto di partecipare a questa Sessione inaugurale, che apre solennemente la 57a Settimana teologico-pastorale organizzata dalla Facoltà di Teologia dell’Università di Zagabria. A tutti ho l’onore di portare una particolare Benedizione di Papa Francesco, che è impartita in primo luogo al Gran Cancelliere, il Cardinale Josip Bozanić, e al Decano Tonči Matulić.
Il tema di questa Settimana – Indispensabilità del dialogo e della riconciliazione nella societa croata - mi pare particolarmente rilevante, perché si inserisce tra gli
aspetti più importanti del magistero del Santo Padre Francesco che, in diverse occasioni, continua a sottolineare l’importanza del dialogo, del rispetto per la dignità della persona umana, dello sforzo di coinvolgere tutti nella promozione della riconciliazione e al bene comune.
Sappiamo bene che la costruzione di una società fondata sulla tolleranza e sul mutuo rispetto, attraverso il dialogo e la riconciliazione, non si realizza senza difficoltà. Tuttavia, nella prospettiva di Papa Francesco, ciò è fondamentale per la testimonianza cristiana alla quale siamo chiamati, nel contesto della nuova evangelizzazione. A tal proposito, inviterei a rileggere ciò che il Santo Padre scrive al n. 100 della Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium”: “A coloro che sono feriti da antiche divisioni risulta difficile accettare che li esortiamo al perdono e alla riconciliazione, perché pensano che ignoriamo il loro dolore o pretendiamo di far perdere loro memoria e ideali. Perciò mi fa tanto male riscontrare come in alcune comunità cristiane, e persino tra persone consacrate, si dia spazio a diverse forme di odio, divisione, calunnia, diffamazione, vendetta, gelosia, desiderio di imporre le proprie idee a qualsiasi costo, fino a persecuzioni che sembrano una implacabile caccia alle streghe”. E aggiunge con amarezza: “Chi vogliamo evangelizzare con questi comportamenti?” (EG100).
Pertanto, il tema scelto mi sembra di grande attualità per le sfide pastorali che ci troviamo ad affrontare e sono fiducioso che le riflessioni, che saranno presentati da illustri Relatori durante questa Settimana, forniranno un importante contributo su questo importante argomento.
L’augurio e la preghiera è che questa Settimana possano venire molto buoni frutti per tutta la Chiesa in Croazia e per le comunità fuori della Croazia che sono qui rappresentate.
Grazie.


Discorso alla riunione congiunta delle Conferenze Episcopali di Croazia e BiH

Sul portale della Conferenza Episcopale Croata si può leggere la dichiarazione della 19.a sessione congiunta delle Conferenze Episcopali di Croazia e di Bosnia ed Erzegovina (HBK e BKBiH) svoltasi nella sede di Zagabria il 23 Gennaio 2017.
Le Agenzie Cattoliche di Croazia e di BiH riportano comunicati ed interviste con ampi commenti e con brani significativi dell’intervento dell’Arcivescovo Alessandro D’Errico, Nunzio Apostolico in Croazia e già in Bosnia ed Erzegovina. La dichiarazione dei Vescovi ha evidenziato i temi trattati e comuni alle due Conferenze: Croati all’estero, Caritas, Liturgia e Martirologio.



Il discorso del Nunzio Apostolico, che leggiamo per intero nel testo direttamente predisposto dall’Arcivescovo Alessandro D’Errico, si è incentrato sulle indicazioni della Santa Sede e sull’importanza ecclesiale e pastorale delle scelte che si operano nella riunione congiunta.



Riunione Congiunta

della Conferenza Episcopale Croata
e della 
Conferenza Episcopale di Bosnia ed Erzegovina

Intervento del Nunzio Apostolico
Zagabria, 23 Gennaio 2017

Ho l’onore di portare una particolare benedizione del Santo Padre e il saluto cordiale dei Superiori della Santa Sede, con l’augurio che da questa Riunione congiunta possano venire molti buoni frutti per le Chiese particolari affidate alla vostra cura pastorale.
Un particolare saluto rivolgo al Card. Vinko Puljić e ai Vescovi della Bosnia ed Erzegovina. Conservo un caro ricordo degli anni in cui ho servito la Santa Sede e la Chiesa in BiH, prima di essere nominato Nunzio Apostolico in Croazia. Con essi ho condiviso gioie e speranze, preoccupazioni e sofferenze. Ad essi desidero rinnovare viva gratitudine per il molto che ricevuto da loro, e l’assicurazione che anche da Zagabria continuo a fare il possibile per sensibilizzare queste Autorità e questa opinione pubblica sulle gravi questioni che si dibattono.
Dal punto di vista della Santa Sede, l’annuale Riunione Congiunta è sempre un evento importante, perché qui si ha la possibilità non solo di decidere su comuni questioni di vita pastorale, ma anche di riflettere insieme sulle sfide che il popolo croato cattolico si trova ad affrontare nelle concrete circostanze dei nostri tempi. In particolare, qui si ha la possibilità di far una riflessione aggiornata sullo spinoso argomento della sopravvivenza della Chiesa di Dio che è in Bosnia ed Erzegovina, in conformità al Messaggio che l’allora Segretario di Stato, Card. Tarcisio Bertone inviò nel 2012, che rimane in vigore nella sua urgente attualità.
Da parte sua, a livello diplomatico la Santa Sede sta facendo tutto il possibile per sollecitare dalla Comunità Internazionale un maggiore impegno per la Bosnia ed Erzegovina e per i croati di Bosnia ed Erzegovina. Come sapete, anche le autorità civili di Croazia negli ultimi tempi si sono parecchio attivate su questo argomento.
A questo riguardo, nel recente incontro che il Ministro Davor Ivo Stier ha avuto in Vaticano con l’Arcivescovo Paul Gallagher (17 dicembre 2016), le questioni sono state affrontate a partire da tre prospettive prioritarie:
a. Anzitutto il rinnovato comune impegno di sensibilizzazione da parte della Croazia e della Santa Sede per adeguate riforme istituzionali, e in particolare della legge elettorale, in vista di garantire la necessaria eguaglianza dei tre popoli costitutivi;
b. L’urgenza che i principali attori della Comunità Internazionale siano incoraggiati a dare il loro appoggio all’accesso della Bosnia ed Erzegovina all’Unione Europea;
c. La necessità di interventi economici che favoriscano la stabilità politica, e in particolare la permanenza dei Croati, con la creazione di posti di lavoro e di migliori condizioni di vita.
In questo contesto, i Superiori rinnovano a voi l’appello ad intensificare il vostro impegno e la vostra collegiale riflessione, con la certezza che non farete mancare il vostro contributo e la vostra partecipazione su questo grave problema ecclesiale.
Grazie.


Ricevimento del Corpo Diplomatico dal Sindaco di Zagabria

Nella serata di giovedì 20 gennaio 2017 il Sindaco di Zagabria Milan Bandic ha ricevuto a Palazzo Dverce il Corpo Diplomatico per gli auguri dell’anno nuovo. La tradizione del ricevimento dal Sindaco e dell’indirizzo di saluto affidato al Nunzio Apostolico, in rappresentanza dell’intero Corpo Diplomatico accreditato nella Capitale croata, è una attività consolidata che anche negli anni scorsi abbiamo avuto occasione di evidenziare nel blog (vedi questi post).


Nel suo discorso ai Diplomatici guidati da S. E. Mons. Alessandro D’Errico il Sindaco Bandic ha voluto ringraziarli per lo spirito di collaborazione e per le iniziative realizzate nell’anno passato.
Ha sottolineato il ruolo di Zagabria nel contesto europeo ed internazionale, ed ha evidenziato la varia progettualità nel campo dell’economia, della tecnologia e del turismo, che vede protagonista la Città di Zagabria.
Il Nunzio Apostolico ha ringraziato il Sindaco Bandic a nome del Corpo Diplomatico e del Corpo Consolare, e a nome delle Organizzazioni Internazionali con sede a Zagabria; ed ha espresso i buoni auspici per “il progresso, la prosperità, il lavoro costruttivo, la buona salute, l’armonia nella societa e la pace”.
Il discorso del Sindaco e l’indirizzo augurale del Nunzio Apostolico sono stati commentati dai principali media della Capitale della Croazia; e in particolare l’evento del ricevimento è stato commentato ed illustrato con molte foto direttamente da Milan Bandic nella sua pagina personale sulla rete dei social.





venerdì 27 gennaio 2017

Pace solidarietà e dialogo, le proposte di Papa Francesco al Corpo Diplomatico

Lunedì 9 gennaio 2017, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico, Papa Francesco ha indirizzato gli auguri del nuovo anno al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Alla numerosa assemblea di Ambasciatori e di Personalità del mondo politico ed ecclesiastico egli ha rivolto un discorso intenso, incentrato sul fondamentale tema della pace. Il tema è stato sviluppato nella dimensione religiosa, in relazione agli eventi storici e in rapporto con le problematiche sociali e politiche dei popoli e degli stati. Evidenziando le problematiche dei conflitti, dei migranti, delle giovani generazioni, della dignità delle persone, il Papa ha indicato i compiti della diplomazia e la necessità della solidarietà e del dialogo nelle relazioni internazionali. Riporto alcuni brani significativi del suo discorso recuperati dalla fonte pubblicata sul portale del Vaticano e dal video realizzato dal CTV.

DAL DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Cari Ambasciatori,
un secolo fa, il mondo si trovava nel pieno del primo conflitto mondiale. Una inutile strage, in cui nuove tecniche di combattimento disseminavano morte e causavano immani sofferenze alla popolazione civile inerme. Nel 1917, il volto del conflitto cambiò profondamente, acquisendo una fisionomia sempre più mondiale mentre si affacciavano all’orizzonte quei regimi totalitari che per lungo tempo sarebbero stati causa di laceranti divisioni. Cent’anni dopo, tante parti del mondo possono dire di aver beneficiato di periodi prolungati di pace, che hanno favorito opportunità di sviluppo economico e forme di benessere senza precedenti. Se per molti oggi la pace sembra, in qualche modo, un bene scontato, quasi un diritto acquisito a cui non si presta più molta attenzione, per troppi essa è ancora soltanto un lontano miraggio. Milioni di persone vivono tuttora al centro di conflitti insensati. Anche in luoghi un tempo considerati sicuri, si avverte un senso generale di paura. Siamo frequentemente sopraffatti da immagini di morte, dal dolore di innocenti che implorano aiuto e consolazione, dal lutto di chi piange una persona cara a causa dell’odio e della violenza, dal dramma dei profughi che sfuggono alla guerra o dei migranti che periscono tragicamente.
Vorrei perciò dedicare l’incontro odierno al tema della sicurezza e della pace, poiché nel clima di generale apprensione per il presente e d’incertezza e di angoscia per l’avvenire, nel quale ci troviamo immersi, ritengo importante rivolgere una parola di speranza, che indichi anche una prospettiva di cammino.
[...]
In tale prospettiva esprimo il vivo convincimento che ogni espressione religiosa sia chiamata a promuovere la pace. L’ho potuto sperimentare in modo significativo nel corso della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, tenutasi ad Assisi nel settembre scorso, durante la quale i rappresentanti delle diverse religioni si sono trovati per «dar voce insieme a quanti soffrono, a quanti sono senza voce e senza ascolto», come pure nel corso della mia visita al Tempio Maggiore di Roma o alla Moschea di Baku.
[...]
In pari tempo, è opportuno non dimenticare le molteplici opere, religiosamente ispirate, che concorrono, talvolta anche con il sacrificio dei martiri, all’edificazione del bene comune, attraverso l’educazione e l’assistenza, soprattutto nelle regioni più disagiate e nei teatri di conflitto. Tali opere contribuiscono alla pace e danno testimonianza di come si possa concretamente vivere e lavorare insieme, pur appartenendo a popoli, culture e tradizioni differenti, ogniqualvolta si colloca al centro delle proprie attività la dignità della persona umana.
[...]
Al riguardo, accolgo con interesse l’iniziativa del Consiglio d’Europa sulla dimensione religiosa del dialogo interculturale, che lo scorso anno ha messo a tema il ruolo dell’educazione nella prevenzione della radicalizzazione che conduce al terrorismo e all’estremismo violento. Si tratta di un’opportunità per approfondire il contributo del fenomeno religioso e il ruolo dell’educazione a una vera pacificazione del tessuto sociale, necessaria per la convivenza in una società multiculturale.
In tal senso, desidero esprimere il convincimento che ogni autorità politica non debba limitarsi a garantire la sicurezza dei propri cittadini – concetto che può facilmente ricondursi ad un semplice “quieto vivere” – ma sia chiamata anche a farsi vera promotrice e operatrice di pace. La pace è una “virtù attiva”, che richiede l’impegno e la collaborazione di ogni singola persona e dell’intero corpo sociale nel suo insieme. Come osservava il Concilio Vaticano II, «la pace non è mai qualcosa di raggiunto una volta per tutte, ma è un edificio da costruirsi continuamente», tutelando il bene delle persone, rispettandone la dignità. Edificarla richiede anzitutto di rinunciare alla violenza nel rivendicare i propri diritti. Proprio a tale principio ho voluto dedicare il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2017, intitolato: «La nonviolenza: stile di una politica per la pace», per richiamare anzitutto come la nonviolenza sia uno stile politico, basato sul primato del diritto e della dignità di ogni persona.
[...]
Sono convinto che per molti il Giubileo straordinario della Misericordia sia stata un’occasione particolarmente propizia anche per scoprire la «grande e positiva incidenza della misericordia come valore sociale». Ciascuno può così contribuire a dare vita ad «una cultura della misericordia, basata sulla riscoperta dell’incontro con gli altri: una cultura in cui nessuno guarda all’altro con indifferenza né gira lo sguardo quando vede la sofferenza dei fratelli». Solo così si potranno costruire società aperte e accoglienti verso gli stranieri e, nello stesso tempo, sicure e in pace al loro interno. Ciò è tanto più necessario nel tempo presente, in cui proseguono senza sosta in diverse parti del mondo ingenti flussi migratori. Penso in modo particolare ai numerosi profughi e rifugiati in alcune zone dell’Africa, nel Sudest asiatico e a quanti fuggono dalle zone di conflitto in Medio Oriente.
[...]
Un approccio prudente da parte delle autorità pubbliche non comporta l’attuazione di politiche di chiusura verso i migranti, ma implica valutare con saggezza e lungimiranza fino a che punto il proprio Paese è in grado, senza ledere il bene comune dei cittadini, di offrire una vita decorosa ai migranti, specialmente a coloro che hanno effettivo bisogno di protezione. Soprattutto non si può ridurre la drammatica crisi attuale ad un semplice conteggio numerico. I migranti sono persone, con nomi, storie, famiglie e non potrà mai esserci vera pace finché esisterà anche un solo essere umano che viene violato nella propria identità personale e ridotto ad una mera cifra statistica o ad oggetto di interesse economico.
[...]
I bambini e i giovani sono il futuro, sono coloro per i quali si lavora e si costruisce. Non possono venire egoisticamente trascurati e dimenticati. Per tale ragione, come ho richiamato recentemente in una lettera inviata a tutti i Vescovi, ritengo prioritaria la difesa dei bambini, la cui innocenza è spesso spezzata sotto il peso dello sfruttamento, del lavoro clandestino e schiavo, della prostituzione o degli abusi degli adulti, dei banditi e dei mercanti di morte.
[...]
La pace, invece, si conquista con la solidarietà. Da essa germoglia la volontà di dialogo e la collaborazione, che trova nella diplomazia uno strumento fondamentale. Nella prospettiva della misericordia e della solidarietà si colloca l’impegno convinto della Santa Sede e della Chiesa cattolica nello scongiurare i conflitti o nell’accompagnare processi di pace, di riconciliazione e di ricerca di soluzioni negoziali agli stessi. Rincuora poter vedere che alcuni tentativi intrapresi incontrano la buona volontà di tante persone che, da più parti, si adoperano attivamente e fattivamente per la pace.
[...]
Cari Ambasciatori,
la pace è un dono, una sfida e un impegno. Un dono perché essa sgorga dal cuore stesso di Dio; una sfida perché è un bene che non è mai scontato e va continuamente conquistato; un impegno perché esige l’appassionata opera di ogni persona di buona volontà nel ricercarla e costruirla. Non c’è, dunque, vera pace se non a partire da una visione dell’uomo che sappia promuoverne lo sviluppo integrale, tenendo conto della sua dignità trascendente, poiché «lo sviluppo è il nuovo nome della pace», come ricordava il beato Paolo VI. Questo è dunque il mio auspicio per l’anno appena iniziato: che possano crescere fra i nostri Paesi e i loro popoli le occasioni per lavorare insieme e costruire una pace autentica.