domenica 30 dicembre 2012

Le parole del nunzio nel numero di dicembre della rivista dei religiosi croati


La HKVRPP (Conferenza Croata dei Superiori e Superiori Maggiori), ha presentato sul suo portale l'ultimo numero di dicembre 2012 della sua rivista “VIJESTI”. La copertina adottata - l'immagine del Creatore della Sistina - sembra evocare un solenne 'Te Deum' di fine anno. L'anno trascorso è stato principalmente caratterizzato dall'importante evento della 44.a Assemblea Plenaria di novembre e dalla discussione, in quella sede, delle tematiche della vita religiosa in rapporto alla secolarizzazione.

A quella Assemblea l'arcivescovo D'Errico non fece mancare la sua presenza ed il suo messaggio di rappresentante della Santa Sede. Le aspettative della Chiesa nei confronti dei religiosi, e l'importanza della loro testimonianza 'escatologica' nel mondo secolarizzato, furono gli argomenti che mons. D'Errico condivise con i religiosi della Conferenza.
Su questo blog si può rileggere l'avvenimento al post del 25 Novembre2012.
Nella presentazione della rivista di fine anno l'intervento del nunzio apostolico in Croazia è posto in primo piano accanto alla relazione principale svolta sul tema "La Chiesa e la vita religiosa, la sfida della secolarizzazione". Si tratta evidentemente di un importante riconoscimento che pone in risalto l'impegno pastorale del Nunzio e il magistero della Santa Sede.



Nuovo numero della rivista della Conferenza dei Superiori Croata

Venerdì, 28 12 2012

Il tema centrale di questo numero della rivista della conferenza croata dei Superiori Maggiori e Superiori riguarda la 44.a Assemblea Plenaria, con la recensione dei lavori dello scorso anno fatti per discutere le sfide della secolarizzazione globale ed il ruolo di ogni comunità religiosa di fronte al fenomeno.
In primo piano l'intervento del vescovo di Dubrovnik Uzinića Mata, presidente del Consiglio della BCC per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che ha tenuto una conferenza sul tema "La Chiesa e la vita religiosa, la sfida della secolarizzazione", e la visita del Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, che ha trasmesso il messaggio che la Chiesa conta su di noi: "La vita religiosa è molto importante per noi, per la Santa Sede. Il Santo Padre dice che i monaci e le monache devono essere visti in maniera speciale. La Chiesa si aspetta da loro sempre di più perché hanno completamente dedicato la loro vita a Dio. Si aspetta un esempio per la professione di vita cristiana ed una testimonianza escatologica ".
La relazione del Vescovo Uzinića in questo numero è pubblicata nella sua interezza. Vi sono regolari contributi di parole e immagini che accompagnano la vita religiosa in Croazia. Inoltre in questo numero della rivista vi sono le notizie che riguardano il seminario di ottobre per gli infermieri e le suore, la visita a Loborgrad della Commissione per i membri infermieri di istituti religiosi per i malati mentali adulti. Ampio spazio e stato dedicato al XIII sinodo diocesano generale regolare, e agli 800 anni di fede legati all'anniversario dell'arrivo di San Francesco d'Assisi in terra croata.
In questo tempo di grazia, nell'attesa gioiosa della venuta del Salvatore bisogna chiedere al Signore di continuare ad essere un compagno fedele del nostro ministero per più pienamente realizzare il nostro scopo nel servizio più efficiente della Chiesa, corpo mistico di Cristo, e delle sue membra. (Traduzione ad sensum). 



mercoledì 26 dicembre 2012

Natale a Zagabria: vita ecclesiale e messagio radiofonico del Nunzio in Croazia

Un Natale vissuto nella tradizionale liturgia celebrata nella cattedrale accanto al cardinale Bozanic e all'insegna della solidarietà e del dialogo con la società civile. Il Nunzio Apostolico in Croazia ha trascorso il Natale a Zagabria tra varie iniziative che lo hanno visto prima come ospite d'onore al caffè della solidarietà organizzato a favore della Caritas dal Sindaco e dal suo entourage (vedi post precedente); poi concelebrante della Santa Messa del Giorno, ed autore di un messaggio natalizio indirizzato al popolo croato attraverso la Radio Cattolica.

Nelle aure natalizie gli interventi del Nunzio assumono significati importanti per la vita ecclesiale odierna in Croazia. L'opportunità e l'urgenza del dialogo continuo della Chiesa con la Società e le Istituzioni si pongono sempre come compiti peculiari per la Nunziatura, e ancor più nella congiuntura etico-politica attuale caratterizzata dal diffuso confronto delle idee che riguardano la lettura laica e/o religiosa dei valori morali e delle problematiche educative.
Da una breve navigazione in rete, alla scoperta delle tematiche che si trattano nelle sedi della vita ecclesiale e civile, si può cogliere l'importanza dei discorsi che si svolgono e si confrontano oggi e vengono rappresentati sui media croati, dalle omelie e conferenze religiose alle precisazioni e ai dibattiti politici ed istituzionali.

In questo post, dopo la presentazione visiva della notizia riguardante la celebrazione del Natale nella Cattedrale di Zagabria con la presenza del Presidente della Repubblica e del Primo Ministro, si può leggere, e spiritualmente meditare, il testo in italiano del messaggio radiofonico natalizio di S. E. Alessandro D'Errico alla Croazia.
Auguri natalizi
del Nunzio Apostolico
Arcivescovo Alessandro D’Errico
trasmessi alla Radio Cattolica Croata
*****
Zagabria, Santo Natale 2012

Cari ascoltatori della Radio Cattolica Croata, Sretan Božić!
Come Rappresentante del Santo Padre Benedetto XVI, sono lieto di poter porgere a ciascuno di voi e alle vostre famiglie auguri di un felice, cristiano e Santo Natale. Mi rivolgo a voi, cari amici che vivete in Croazia, e a tutti voi, che - per vari motivi - siete lontani dalla patria e vivete in diverse parti del mondo.
So bene che Natale è una festa molto cara al popolo croato, perché l’ho già sperimentato gli anni scorsi, quando ero Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina e in Montenegro. Come forse saprete, questo è il primo Natale che trascorro in Croazia. Ebbene, posso dire che qui sto vivendo ancora più intensamente le belle tradizioni natalizie croate. Qui, come avviene un po’ dappertutto nei Paesi a grande maggioranza cattolica, direi che in questi giorni tutto parla di Natale: le strade, i negozi, il presepe e l’albero di Natale, i canti, i doni, e anche le tradizioni culinarie! Questo è bello. Questo senz’altro accresce il fascino di Natale.
Ma a me pare che tutto ciò può comportare anche un rischio: quello di limitarsi a considerare Natale solo come una bella festa folkloristica; di limitarsi ad esteriorità, a criteri consumistici di regali da scambiarsi o di momenti conviviali da vivere insieme. In breve, il rischio di banalizzare il Natale e di perdere di vista il profondo significato spirituale che esso dovrebbe avere.
Come allora bisognerebbe vivere il Natale, per quello che esso dovrebbe essere, nel suo autentico significato? Questa domanda ho posto a me stesso nei giorni scorsi, e vorrei porre a voi oggi, in questo giorno benedetto.
Per me stesso, ho trovato molto utile qualche riflessione semplice, a partire dai Vangeli dell’infanzia di Gesù, che ci raccontano la Sua nascita. Lì, il lieto evento della Sua venuta nel mondo, come sapete, provoca reazioni diverse. Da una parte, c’è la gioia dei Magi e dei Pastori; dall’altra c’è il timore e la preoccupazione di Erode e l’indifferenza dei Dottori della Legge.
E allora mi sono domandato: Oggi, cosa può dire a me, cosa può dire a noi, la buona novella della nascita di Gesù? E soprattutto, cosa può provocare di positivo nella nostra vita?
Cosa dice a me? La risposta è molto semplice. La nascita di Gesù ci parla in maniera forte di Dio, soprattutto in quest’Anno della Fede, quando siamo impegnati a riscoprire in pienezza la bellezza delle verità in cui crediamo. Natale ci dice che il Dio in cui crediamo è un Padre premuroso che si prende cura di noi, Suoi figli. E perciò, manda il Figlio Gesù per riaprirci la strada, liberarci dal male e riportarci alla casa celeste.
Ma è evidente che tutto questo possiamo comprendere e vivere solo se saremo capaci - come i Pastori e come i Magi - di accogliere l’invito, “andare” a Betlemme, sostare dinanzi alla grotta, contemplare e meditare il mistero di Dio che si rivela nel Bambino Gesù. In altre parole, con tutta semplicità vorrei dirvi che non possiamo restare indifferenti come i Dottori della Legge, e neppure avrebbe senso lasciarsi prendere dalla preoccupazione e dal timore di Erode.
Personalmente sono convinto che, se troveremo il tempo di “andare” spiritualmente a Betlemme - nelle nostre chiese, nelle nostre case, nella nostra vita - sarà Natale vero anche per noi, come lo fu per i Magi e i Pastori.
Come loro, sono certo che anche noi proveremo tanta gioia, tanta serenità, tanta pace interiore, perché avvertiremo che il piccolo Gesù non è un bambino qualsiasi, ma il Figlio di Dio venuto per la nostra salvezza. Sentiremo anche noi che non siamo soli per le strade della vita. Avvertiremo che Dio è vicino a noi, sempre, anche nelle difficoltà, per piccole o grandi che possano essere. E anzi, è vicino a noi soprattutto nelle difficoltà, per darci forza, darci luce e indicarci la strada da battere.
Ecco perché giustamente si dice che Natale è festa di gioia, di pace, di luce. È giusto dire così, perché Natale è la festa del Dono di Dio per noi. Dono che il Padre Celeste ci fa nel Figlio Gesù per dare pace, gioia e luce a tutti gli uomini di buona volontà, come cantano gli Angeli sulla grotta; e cioè, a tutti coloro che accolgono il Suo invito e lo conservano nel loro cuore.
Questo allora è l’augurio che mi è caro rivolgere a voi oggi, cari ascoltatori, vicini e lontani.
Buon Natale! Sia, questo Natale, festa dell’accoglienza del Dono di Dio nel Figlio Gesù!
Buon Natale! Sia festa di pace e serenità per tutti!
Buon Natale! Sia festa di luce, soprattutto per coloro che sono alla ricerca di soluzioni adeguate a questioni delicate, per la propria vita o per gli uffici pubblici che esercitano.
L’augurio cristiano che rivolgo a voi è che il Bambino Gesù -Emmanuele, Dio-con-noi - nasca veramente anche per noi oggi: nella nostra vita personale, nelle vostre famiglie e nella nostra società.
Sretan Božić!


lunedì 24 dicembre 2012

Il Nunzio ospite d'onore con il Sindaco all'evento natalizio della Caritas di Zagabria


Sul portale della Caritas dell'Arcidiocesi di Zagabria viene messo in risalto l'evento che da oltre un decennio si realizza tradizionalmente nel clima del Natale per la raccolta di doni e di fondi da destinare alle famiglie meno abbienti. L'iniziativa vede l'impegno in prima persona del sindaco Milan Bandic che riunisce in una sorta di caffè della solidarietà gente del popolo e personalità numerose e rinomate della vita civile e culturale della città per animare e rendere efficace l'azione della Caritas diocesana. Quest'anno ospite d'onore della serata del 20 dicembre scorso è stato S. E. Alessandro D'Errico personalmente invitato dal sindaco cui è legato con forte amicizia. Il Nunzio Apostolico in Croazia ha rivolto un plauso convinto all'iniziativa del sindaco considerandolo maestro esemplare nel promuovere il dialogo e l'armonia sociale, ed ha sottolineato l'irrinunciabile impegno ecclesiale ed etico della Caritas di Zagabria.
L'evento è stato commentato anche dalle altre agenzie e portali cattolici. La traduzione ad sensum è operata sul commento del portale della Caritas diocesana.

Quindici anni d'iniziative per la Caritas

E' ormai tradizionale in Avvento l'evento che realizza ai fini della Caritas il sindaco Milan Bandic, partito nel 1998, e quest'anno organizzato il 20 dicembre come un Caffè della solidarietà sulla piazza Ban Jelacic a Zagabria.
La raccolta umanitaria ha riunito centinaia di collaboratori ed amici del sindaco di fronte alla Caritas dell'Arcidiocesi di Zagabria, con la presenza di Jelena Loncar. Il Direttore dell'iniziativa ha ringraziato i partecipanti al caffè per i regali e i denari donati e ha augurato loro un buon Natale, e per una migliore comprensione del lavoro della Caritas è stato distribuito il nuovo bollettino di informazione delle istituzioni caritative diocesane.

In qualità di ospite speciale dell'evento è stato accolto con grande favore dal sindaco il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, con il quale è legato da lunghi anni di amicizia. Mons. D'Errico, nonostante i numerosi impegni, ha risposto alla chiamata del sindaco a sostegno di questa iniziativa per le persone bisognose. Egli ha sottolineato che le istituzioni religiose e civili devono collaborare nel campo sociale. "Non mi stancherò mai di ripetere che abbiamo bisogno di armonia sociale, della sinergia di tutti coloro che lavorano per il bene della gente. Il sindaco in questo è esempio e maestro ", ha detto il Nunzio D'Errico e ha espresso gratitudine al signor Bandic per l'assistenza fornita dalla Caritas di Zagabria negli ultimi quindici anni. Il sindaco ha rivolto gli auguri per il nuovo anno e di Buon Natale a tutti i residenti della città di Zagabria. Bandic poi con ospiti e collaboratori ha visitato la casa della solidarietà di Zagabria che si trova vicino ai piccoli caffè.
Per le esigenze dei bambini meno abbienti ed aiutatin dalla Caritas dell'Arcidiocesi di Zagabria quest'anno sono stati raccolti 59.000 kune.(Traduzione ad sensum)



martedì 18 dicembre 2012

Ricordo della beatificazione delle Suore Martiri della Drina


Tra gli avvenimenti ricordati al 15 Dicembre nell'almanacco del portale makarska-danas.com è compreso il ricordo di 5 suore del monastero di Pale cadute martiri nel tempo natalizio del 1941. Le suore furono beatificate nel 2011 a Sarajevo con una cerimonia solenne presieduta dal cardinale Angelo Amato prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. A quella celebrazione, vissuta con vaste dimensioni assembleari, partecipò anche mons. Alessandro D'Errico, allora Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina. La foto dell'avvenimento ricordato dal portale è veramente bella e significativa e lo ritrae in primo piano alla sinistra del cardinale presidente.
La storia delle Suore del Convento di Pale vicino Sarajevo, le Beate Martiri della Drina Figlie della Divina Carità che si commemorano al 12 Dicembre, e quest'anno per la prima volta con particolari significati nei luoghi della loro testimonianza, a Roma, a Zagabria, e nei tanti altri paesi in cui è diffuso il loro ordine religioso, si può leggere sul portale croato delle Figlie del Divino Amore e sul portale italiano dei Santi e Beati.

mercoledì 12 dicembre 2012

Il Dialogo di Benedetto XVI in rete


Il Papa ha lanciato il suo primo tweet nella rete e l'avvenimento ha avuto una risonanza tale da divenire la notizia principale sui media internazionali.
L'uso della rete per comunicare in real time le attività e i discorsi che si svolgono in ogni parte del mondo da parte di autorità, istituzioni e persone, è un dato fondamentale ed una caratteristica precipua della vita e del dialogo sociale nel mondo contemporaneo. Gli strumenti informatici sono molteplici; portali, blog e social network rispondono alle varie esigenze in maniera diffusa ed operano efficacemente per gli obiettivi della comunicazione.
La stessa attività pastorale e diplomatica di Mons. D'Errico, Nunzio in Croazia, si avvale oggi di questa comunicazione in rete, con questo blog dedicato che viene anche linkato sui social network di FB e Twitter.
La presenza di Benedetto XVI con un profilo sul social network, Twitter, che utilizza la comunicazione essenziale e stringata in un numero di caratteri che impongono sintesi e chiarezza e ricostruzione di un discorso globale con frammenti di pensieri che si rincorrono e si interpellano, è un avvenimento ricco di significato. Il papa dice parole vere, utili a disvelare all'uomo il suo mistero ed il suo sentimento; dice parole della Chiesa maestra di umanità tra i fraseggi variegati che circolano nella rete, dei politici, delle star, dei giornalisti, dei diplomatici, dei prelati, dei tecnici, dei giovani, di ricchi e di poveri, delle persone che vogliono semplicemente dire e sapere.
Egli dice parole che riguardano il Vangelo di Gesù Cristo comunicato con uno strumento attuale che può servire a molti per un approfondimento conoscitivo di Dio Padre, tramite le parole del  Figlio e della sua Chiesa, e per ricevere stimoli spirituali ed ispirativi per narrare con il cielo, a volo d'uccello, la Sua gloria.
Dal commento recuperato da news.va leggiamo la prime cose dette dal Papa con i suoi tweet:

Il primo tweet del Papa è stato ritwittato migliaia di volte già nei primissimi minuti dopo il lancio, mentre la notizia ha fatto il giro del mondo con breaking news dei principali media internazionali.
Poco dopo le 12, dunque, il Papa ha risposto alla prima domanda su come vivere l’Anno della fede nel nostro quotidiano. Quesito che gli era stato rivolto su Twitter attraverso #askpontifex. “Dialoga con Gesù nella preghiera – ha risposto il Papa - ascolta Gesù che ti parla nel Vangelo, incontra Gesù presente in chi ha bisogno”. Anche in questo caso, sono migliaia le persone che stanno riprendendo ed esprimendo il loro apprezzamento per il tweet del Papa. Quindi, intorno alle 15 ha risposto alla domanda: "Come vivere la fede in Gesù Cristo in un mondo senza speranza?". Nel tweet del Papa si legge: "Con la certezza che chi crede non è mai solo. Dio è la roccia sicura su cui costruire la vita e il suo amore è sempre fedele".

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domenica 9 dicembre 2012

Celebrazione dell'Immacolata nel santuario francescano di Zagabria


L'arcivescovo Alessandro D'Errico ha presieduto la celebrazione dell'Immacolata Concezione nel santuario francescano di Sant'Antonio e dello Spirito Santo di Zagabria. E' stata una occasione di riflessione e di catechesi sul dogma mariano e sul mistero dell'Incarnazione del Verbo di Dio nella luce che si approssima del Natale del Signore. Un momento di religiosità e di spiritualità intensa che ha assunto le forme di un dialogo teologico ed etico arricchito dei contributi complementari del Nunzio Apostolico e del Padre Provinciale dei Francescani della Provincia croata di san Girolamo.
Il modello della vita consacrata al servizio del Signore, la Chiesa, e la mistica adorazione del mistero dell'Immacolata Concezione sono stati gli argomenti che mons. D'Errico ha esposto all'assemblea dei fedeli per esortare al cammino della salvezza e a vivere il progetto di Dio nella luce e nell'esempio della fede e della disponibilità di Maria.
Il significato della Immacolata Concezione come nuova dimensione della vita e come superamento e sconfitta del peccato dell'uomo è stato l'argomento che il Provinciale dei Francescani p. Maračić ha sviluppato per rappresentare l'analisi e le contraddizioni dei comportamenti morali odierni e per indicare le vie della salvezza, del senso e della luce, nell'accoglienza fedele del mistero divino.
Le agenzie cattoliche riportano alcuni commenti e una sintesi dei due interventi che si può leggere di seguito nella presentazione più approfondita che è stato possibile individuare in rete.
I link conducono agli originali in croato dei testi delle agenzie e al portale del santuario francescano che risale nella sua fondazione agli anni '30 del secolo scorso.

Zagabria, 9 Dicembre 2012

Il Nunzio D'Errico in occasione della festa dell'Immacolata

"In questa Messa si celebra la Madre celeste così bella e senza peccato dal suo concepimento"

Il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, ha presieduto la solenne celebrazione della Festa dell'Immacolata Concezione nella chiesa parrocchiale di S. Antonio di Padova e dello Spirito Santo a Zagabria. Hanno concelebrato il consigliere nella nunziatura, mons.Mauro Lalli, Il Provinciale dei Francescani Conventuali della Provincia croata di S. Girolamo p. Luigi Maračić, il segretario di nunziatura John P. Hajdas, e frati del convento francescano.
Il parroco P. Martin Jakovic ha rivolto una parola di benvenuto al Nunzio presente per la prima volta in questa parrocchia dall'inizio del suo ministero in Croazia.
Il Nunzio D'Errico nel trasmettere la benedizione del Santo Padre ai fedeli, ha in particolare citato le Suore Clarisse che hanno lì un monastero e sono spiritualmente unite con la comunità parrocchiale nella preghiera. Ha chiesto che tutti insieme siano adoratori in questa grande festa della Chiesa che vede Maria, piena di grazia, come ci dice l'angelo Gabriele.
Il Nunzio ha detto che in questa Messa si celebra la Madre celeste così bella e senza peccato, dal suo concepimento, perché nel suo grembo viene accolto il Figlio Dio, nostro Salvatore. Allo stesso tempo, in questa Messa non solo questa maternità deve prendersi in considerazione, ma vogliamo guardarla come un esempio della nostra vita cristiana. E così confermare la nostra piena disponibilità al progetto di Dio specialmente in questo Anno della Fede. La nostra speranza e la nostra preghiera è che possiamo essere fedeli servitori di suo figlio come lei, e che possiamo essere strumenti efficaci per la nuova evangelizzazione, del lieto annunzio del Vangelo, e annunciatori di Gesù nel nostro tempo.

Durante l'omelia, il P. Provinciale Louis Maračić ha sottolineato che questa festa è portatrice una sorta di messaggio che il pensiero e la mentalità del mondo di oggi ignorano e rigettano, con un rischio anche nella nostra chiesa.
Si tratta della Vergine Immacolata, tramite lei si comprendono le beatitudini, ma si comprende anche il peccato. Ci dice che le cose belle della vita e le cose meno belle sono molto facili da individuare se si è con Dio e con la Madre di Dio.
La Madre Immacolata ci ricorda l'ombra della nostra vita e del nostro tempo, ma si è riluttanti a parlarne. E il peccato più grande del nostro tempo è che le persone oggi hanno perso il senso del peccato. Il predicatore ha sottolineato che per molti cristiani di oggi non c'è più coscienza del peccato: non piace parlarne, predicare, scrivere. Alcuni non sanno nemmeno che cosa significa il termine.
I sette peccati capitali di cui si è appreso con il catechismo e che ognuno di noi, credo, almeno sa enumerare sono stati sostituiti con espressioni con suono accattivante. L'arroganza ha sostituito l'orgoglio, invece dell'avarizia si parla di economia, la fornicazione è barattata con i bisogni naturali, la concorrenza sana sostituisce l'invidia. Non vi è alcuna menzione della intemperanza come rifiuto di un sano appetito, l'ostilità è colpa dello stress quotidiano, e il bisogno di riposare ha preso il ruolo della pigrizia.
Inoltre egli ha sottolineato che alla gente oggi semplicemente non piace parlare di peccato, del male, e il Vangelo ci ricorda piuttosto di affrontare questo drago, di lottare per vincere.
La Madre di Dio, la Vergine Immacolata con la sua vita, dal primo istante del suo concepimento dimostra e conferma che si può davvero rimanere puliti dal peccato seguendo la scuola di Gesù Cristo e il suo Vangelo. Di conseguenza sarebbe molto meglio pensare e e dire le cose belle, la beatitudine, la virtù, la bontà, il bene, contrariamente al peccato e al male. E' questa la luce del messaggio della festa di oggi. E proprio questa solennità ad instillare l'ottimismo, che incoraggia la speranza nonostante tutto il dolore, tutta la sofferenza attraverso la quale siamo passati, e alcuni vivono ancora.
Maria Immacolata annuncia la luce, quella che illumina il figlio, che disperde le tenebre del peccato e le tenebre dell'ignoranza. Come si dice e si ascolta spesso nelle sue canzoni d'Avvento: "Cuore di quanto sopra, qui è l'alba", ha detto alla fine di p. Maračić.
Prima della benedizione il Nunzio D'Errico ha espresso la gioia di essere per la prima volta in questa comunità parrocchiale. Ha ricordato che il Provinciale e i suoi fratelli sono chiamati a vivere l'esempio di S. Francesco e al fedele servizio del popolo di Dio e della Chiesa. La comunità della Parrocchia è invitata a contribuire con la bellezza della fede dell'Immacolata, e far si che l'anno la fede dia frutti diversi del bene dell'arcidiocesi di Zagabria e di tutta la Chiesa, in modo che tutti insieme possiamo essere araldi fedeli di Gesù Cristo per i nostri tempi. Il Nunzio raccomanda di pregare per le intenzioni del Santo Padre e per i suoi collaboratori in Croazia che cercano di servire al meglio la Chiesa ed il Paese.
La celebrazione eucaristica è stata arricchita dai canti del coro "Tomislav Talan" sotto la direzione di Caterina Rončević con accompagnamento d'organo di Hibšera Milano. (KTA / mb) (Traduzione ad sensum)



venerdì 7 dicembre 2012

Chiesa locale, Missioni e Dialogo istituzionale: primi temi d'Avvento per il Nunzio


Dal 2 al 5 dicembre, nei primissimi giorni del nuovo anno liturgico e nella prima settimana di Avvento, una serie di attività del Nunzio Apostolico sono state immediatamente caratterizzanti del suo impegno pastorale e diplomatico in Croazia.
La celebrazione eucaristica insieme con una comunità parrocchiale di un quartiere di Zagabria (San Giovanni Emerik in Šestine), è stata l'occasione di una manifestazione devota nel novenario dell'Immacolata che si è arricchita della conoscenza delle tradizioni di una chiesa particolare ancorchè devota al beato cardinale Aloisio Stepinac. In questa cornice il Nunzio ha voluto operare la comunicazione di un messaggio che esprime la pastorale della chiesa universale impegnata nella 'nuova evangelizzazione' e nella trasmissione del magistero pontificio.
La celebrazione della festa di Francesco Saverio, il santo gesuita primo missionario in oriente, insieme con la comunità parrocchiale di Zagabria che lo ha come celeste patrono, è stato il luogo di una riflessione di mons. D'Errico sullo zelo dei cattolici per l'opera missionaria: un impegno evangelizzatore che deve interessare tutta la Chiesa in tutte le sue componenti. Ed è stato anche l'occasione per consolidare un legame molto sentito dal Nunzio con i francescani che anche in questa parrocchia hanno una loro presenza comunitaria e secolare.
Il carattere 'pastorale' dell'opera del Nunzio è emersa anche nella sua azione di dialogo istituzionale con il Ministro della Difesa laddove egli ha discusso con l'autorevole rappresentante del Governo della Croazia circa le procedure che riguardano la guida spirituale dei corpi militari della nazione.
Le agenzie cattoliche, compresi la Radio Vaticana ed il portale del Ministero per l'incontro con il Ministro della Difesa, hanno diffuso ampiamente le notizie di queste attività del Nunzio, riportando interessanti sintesi dei suoi interventi soprattutto alle due celebrazioni religiose.
Con la solita traduzione ad sensum, con l'ausilio del mezzo informatico, le leggiamo in questo post.  

Zagabria, 3 Dicembre 2012.
Il Nunzio D'Errico ha visitato San Giovanni Emerik in Šestine

I credenti sono chiamati alla vigilanza e con l'esempio della vita è garantito un futuro migliore nella società croata.

Il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, con il consigliere della Nunziatura Apostolica, mons. Mauro Lalli, nella prima Domenica di Avvento 2 Dicembre, ha visitato la parrocchia di San Mirko nel quartiere di Sestine di Zagabria, dove ha presieduto la Messa vespertina. All'inizio della Messa il sacerdote Elias Žugaj ha accolto con favore il nunzio, con un gioioso benvenuto nella Parrocchia al rappresentante del Santo Padre in Croazia. Egli ha osservato che la parrocchia di Šestine ha avuto l'onore di avere spesso per la celebrazione domenicale mons. Lalli primo consigliere della Nunziatura e quindi sente fortemente la vicinanza con la Nunziatura Apostolica e con il Santo Padre. Ha poi presentato con orgoglio al Pastore il Coro dei bambini sotto la direzione di Kristina Pavlovic e i membri della comunità contadina croata Sljeme con il presidente Bozidar ŠKRINJARIĆ, che erano vestiti nei costumi tradizionali di Šestine. Inoltre, il parroco ha presentato al Nunzio i sacerdoti che lo coadiuvano nella cura pastorale, così come tutti gli altri collaboratori pastorali, i consigli parrocchiali e membri del coro.
Nella sua omelia, il Nunzio D'Errico ha presentato la parola del Signore, dalla lettura del Vangelo, non come una parola che i fedeli devono accogliere genericamente, ma come una parola che si rivolge al tempo presente e alla situazione della società croata. Nell'incoraggiare i fedeli allo zelo evangelico e all'impegno, in particolare Nunzio ha sottolineato la vigilanza, secondo l'esortazione del Signore: Vegliate e pregate sempre. Credenti dovrebbero essere vigili come le guardie che vegliano, soldati del Tabor, che con la loro vigilanza garantiscono la sicurezza dall'attacco improvviso. Così i fedeli sono chiamati alla vigilanza e con l'esempio e la vita si può garantire un futuro migliore nella società croata. Ha esortato particolarmente i credenti di ŠESTINE durante l'Avvento a fare esperienza di conversione e di crescita spirituale personale con il Signore, soprattutto attraverso la vita sacramentale, e cioè, la confessione e la Santa Comunione.
Alla fine della Messa il parroco Žugaj, a nome di tutti i parrocchiani ha donato a mons. D'Errico una immagine artistica con del Beato Cardinale Alojzije Viktor Stepinac e alcuni souvenir commemorativi di Šestine, mentre in nome della società Sljeme Bozidar Škrinjarić ha donato una monografia pubblicata sul 115° anniversario della Società. Nel ringraziare il Nunzio D'Errico ha detto che fin dal suo primo giorno nella Repubblica di Croazia e dalla prima celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Zagabria ha posto la sua attività sotto l'intercessione del Beato Luigi con una speciale devozione, poi ha esortato tutti a stare insieme nello spirito e a lavorare per il bene della Chiesa in Croazia per lo sviluppo spirituale personale e della società croata. (KTA / IKA) (Traduzione ad sensum)

Zagabria, 4 Dicembre 2012.

CELEBRAZIONE DI SAN Francesco Saverio

La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico.

3 Dicembre St. Francesco Saverio. Santa Messa nella chiesa parrocchiale di S. Francesco Saverio a Zagabria celebrata dal Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico. All'inizio della celebrazione del patrono della parrocchia, il ministro ha invitato i sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli a trovare il loro ruolo nella Chiesa e ad essere impegnati nella testimonianza cristiana, ciò è necessario per la nuova evangelizzazione, come spesso dice il Santo Padre, e specialmente ora nell'anno della fede. Il Nunzio ha detto che probabilmente non tutti sono invitati ad andare a predicare il Vangelo in terre lontane come ha fatto San Francesco Saverio, ma per questo ministero così importante non sono responsabili solo vescovi, monaci e monache, ma anche tutti i fedeli laici nelle varie circostanze in cui vivono e sono.
Alle sue parole è seguito un sermone del gesuita Padre Ivan Matic, parroco della parrocchia del Sacro Cuore a Zagabria, che si è riferito al grande missionario S. Francesco Saverio, che ha superato le molte tentazioni di questo mondo e che ora può essere un grande esempio per tutti, specialmente per i giovani. Egli ha sottolineato il suo legame con Sant'Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, il suo ruolo nelle prime generazioni di missionari, le difficoltà che ha dovuto superare in Oriente, dato che allora nel 16° secolo in Europa si sapeva poco di India, Giappone e Cina, e la sua gioia per ogni anima convertita e battezzata. In particolare ha sottolineato l'entusiasmo di St. Francesco Saverio che ha messo in primo piano il desiderio di andare sempre avanti e di fare "di più", per un bisogno di "inculturazione", che a quei tempi era un lavoro davvero pionieristico. Parlando del lavoro missionario di San Francesco Saverio, Padre Giovanni ha osservato che "ciò ci ispira per la nuova evangelizzazione, in cui tutti i cristiani dovrebbero essere impegnati".
Al termine della celebrazione eucaristica, tutti sono stati ringraziati per la loro partecipazione ed il sacerdote don Nicola Barone, in particolare, ha espresso il suo caloroso benvenuto al Nunzio Apostolico, parlando delle relazioni di buon e fraterno vicinato a causa della vicinanza della parrocchia alla Nunziatura Apostolica. Il Nunzio, infatti, fin dall'inizio del suo servizio in Croazia ha voluto visitare i francescani della comunità terziaria che gestiscono questa parrocchia di San Francesco Saverio a Zagabria, e in questa occasione ha incontrato parrocchiani e fedeli con grande onore e gioia.(KTA / IKA) (traduziona ad sensum)


Zagabria, 6 Dicembre 2012

Il Nunzio D'Errico IN VISITA dal MINISTRO della DIFESA ANTE KOTROMANOVIC

Hanno discusso l'attuazione dell'accordo tra la Santa Sede e la Repubblica circa la guida spirituale dei cattolici, membri delle Forze Armate e della polizia della Repubblica di Croazia.

Il ministro della Difesa Ante Kotromanovic si è incontrato Mercoledì 5 Dicembre presso il Ministero della Difesa con il nunzio apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico.
L'incontro ha riguardato l'attuazione dell'accordo con la Santa Sede circa la guida spirituale dei cattolici croati, dei membri delle forze armate e della polizia della Repubblica di Croazia, e circa le ulteriori modalità di attuazione.
Entrambe le parti hanno sottolineato la proficua collaborazione tra il Ministero della Difesa e l'Ordinario militare in Croazia, e si continuerà a fare affidamento sul comune accordo e sulla flessibilità, tenendo conto degli interessi di entrambe le parti, (KTA) (traduziona ad sensum)





sabato 1 dicembre 2012

Il Pellegrinaggio Lauretano di un Nunzio Apostolico del '600


Dal 21 novembre al 10 dicembre si celebra il Giubileo Lauretano in onore della Vergine di Loreto compatrona con San Paolo apostolo della diocesi di Aversa. In questa occasione un centinaio di comunità parrocchiali e migliaia di fedeli appartenenti alle diverse zone pastorali del territorio si recano in pellegrinaggio alla cattedrale per rinnovare un rito antico e per lucrare l'indulgenza plenaria. Tutte le componenti di tutte le età e di tutte le esperienze diocesane si ritrovano in preghiera nel duomo normanno vivendo insieme con il vescovo momenti importanti e ricordevoli della propria fede e della propria appartenenza ecclesiale. I giovani, gli anziani, i seminaristi, il clero, i religiosi e i laici fraternizzano raccogliendo i frutti devoti del sacro pellegrinaggio mariano e animando impegni entusiastici nella testimonianza della fede. Il dialogo e l'incontro del pellegrinaggio annuale sono occasioni di novità e di un rivedersi tra amici e conoscenti. Prevalgono sorrisi speranze e narrazioni di percorsi e di progetti, di situazioni memorabili da condividere.
All'origine del pellegrinaggio lauretano ad Aversa si ritrova la figura del vescovo Carlo Carafa (1616 – 1644 : epoca dell'episcopato) che volle far costruire nel 1630 nel transetto sinistro della sua cattedrale una copia in scala della casa di Nazaret presente nel famoso santuario marchigiano di Loreto all'epoca situato nei territori pontifici prospicienti l'Adriatico.
Il vescovo Carafa fu un diplomatico di grande levatura e dal 1621 al 1629 fu legato pontificio presso la corte asburgica in Germania. La sua opera di rappresentante del Papa e di mediatore della politica tra gli stati e i principati si svolse in una Europa attraversata dallo scontro tra Protestanti e Cattolici e dal riformarsi continuo di equilibri incerti e conflittuali: in piena Guerra dei trent'anni.
Egli si mosse a lungo tra Monaco di Baviera, Praga, Vienna, Mantova ed Aquileia; imbastendo relazioni diplomatiche orientate alla restaurazione e alla difesa delle prerogative spirituali ed educative della Chiesa di Roma post-tridentina; svolgendo un ruolo attivo nel ritagliare nei luoghi più critici spazi al dialogo politico e agli interessi pastorali ed ecclesiastici, collaborando e cercando di favorire senza rivalità l'opera degli ordini religiosi più attivi, Benedettini, Francescani e Gesuiti, nel campo spirituale e delle università.
Di ritorno alla sede di Aversa, che amò con particolare intensità, egli ebbe occasione di vivere l'esperienza del pellegrino a Loreto e volle condividerla con la sua chiesa particolare. Fece costruire la copia monumentale in scala fedele della Casa del santuario che lo aveva profondamente commosso.
Sacratissimae Dei Matri Virgini Carolus Episcopus Aversanus in humilissimam gratiarum actionem: è la dedica a Maria impressa sul suo libro pubblicato in Aversa nel 1630 a resoconto e a divulgazione del suo lavoro di diplomatico al servizio della Chiesa: Commentaria de Germania Sacra Restaurata...
L'anno della stampa è lo stesso della costruzione del sacello lauretano in cattedrale e si rafforza la testimonianza dell'umile e sentita devozione mariana del vescovo Carlo Carafa che a Maria volle dedicare la sua opera ed il suo ministero, come volle che fosse posta ai piedi del monumento mariano aversano la sepoltura delle sue spoglie mortali.
L'evento ancora in corso del Giubileo Lauretano ad Aversa ha spontaneamente riportato il pensiero alla riflessione storica sulla nunziatura del vescovo Carafa nell'Europa del '600, e ad una pertinente considerazione circa gli altri ed attuali vescovi Nunzi Apostolici di origine 'aversana': Salvatore Pennacchio Nunzio in India e Nepal, Giovanni D'Aniello Nunzio in Brasile, Luciano Russo Nunzio in Rwanda; e soprattutto S. E. Alessandro D'Errico per una similitudine che riguarda il complesso campo d'azione europeo della suo attuale ministero di Nunzio Apostolico in Croazia.


martedì 27 novembre 2012

Al Santuario di Maria Bistrica per celebrare il legame con la Chiesa Greco-cattolica


Il 400° anniversario della costituzione del legame tra la Chiesa Greco-Cattolica e la Chiesa Romana è stato celebrato con un anno giubilare che si è concluso con il pellegrinaggio di decine di Vescovi della confessione cattolica orientale, provenienti da ogni parte d'Europa, al Santuario Mariano nazionale croato di Maria Bistrica. Alla solenne liturgia celebrata secondo il modello della Chiesa orientale che si ispira ai Santi Cirillo e Metodio, ha partecipato anche l'arcivescovo Alessandro D'Errico insieme con numerosi vescovi e sacerdoti croati.
L'evento è stato preceduto da diversi altri momenti che si sono vissuti nei vari significati religiosi e storici. Tra questi la concelebrazione eucaristica nella Cattedrale di Zagabria e l'incontro dei Vescovi greco-cattolici con il Presidente della Repubblica di Croazia Ivo Josipovic.
Di particolare significato di civiltà è stato il colloquio con il Presidente, riportato dai numerosi media, che ha accolto i Vescovi nello spirito del dialogo e della valorizzazione della tradizione greco-cattolica che trova in Croazia luoghi e sedi importanti dal punto di vista storico e culturale oltre che religioso.
La concelebrazione al Santuario Mariano, con la presenza del Nunzio Apostolico, è stata presieduta dall'arcivescovo Cyril Vasil rappresentante della Congregazione per le Chiese cattoliche orientali. Le sue parole hanno messo in luce i tratti storici e religiosi del legame antico con la Chiesa Cattolica, il rapporto con la 'nuova evangelizzazione' che spontaneamente richiama l'evangelizzazione antica dei popoli slavi realizzata secondo il modello dei Santi fratelli Cirillo e Metodio che il Beato Giovanni Paolo II volle elevare a Compatroni D'Europa insieme con San Benedetto e le Sante Brigida Caterina e Teresa della Croce. Un modello quello dei due Santi orientali che fa riferimento al legame con il popolo e alla propria lingua per la lezione delle Scritture, e alle particolari tradizioni liturgiche e devozionali; e che si apre in maniera originale al ricco dialogo con le altre tradizioni religiose situate alle radici della civiltà europea.
Segue il testo tradotto dal croato riportato da IKA e congiuntamente da Glas Koncila.

2012/11/24 | 18:33 | IKA E - 146162/11 
Il pellegrinaggio europeo dei vescovi greci al santuario di Marija Bistrica


Marija Bistrica (IKA) - Sabato 24 Novembre dopo l'incontro con il presidente croato Ivo Josipovic e il completamento di una serie di eventi i vescovi greco-cattolici d'Europa, di pomeriggio, si sono recati in pellegrinaggio al santuario nazionale croato di Maria Bistrica, dove sono stati accolti dal rettore, mons. Koren. La solenne liturgia, nella comunione con il nunzio apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, con il Vescovo di Križevci Nikola Kekic e con altri arcivescovi, vescovi e sacerdoti, è stata celebrata dal segretario della Congregazione per le Chiese cattoliche orientali, l'arcivescovo Cyril Vasil. Il Canto liturgico è stato del coro Cirillo-Metodio da Zagabria condotto da Darjana-Blace Sojat. Parlando dei rapporti reciproci di amicizia e di fratellanza tra i vescovi cattolici orientali, l'Arcivescovo Cyril ha detto che in questi giorni, in modo particolare, ricordiamo importanti eventi storici e il rinnovo della comunione ecclesiale stabilita nel 1611. un evento che ha portato una nuova realtà ecclesiale in Croazia e che poi ha favorito l'istituzione presente della diocesi Križevačke "Ci siamo incontrati insieme a pensare la nostra storia, la nostra realtà ecclesiale del nostro passato, ma anche il nostro presente, e in modo speciale il nostro futuro. Insieme, cerchiamo risposte alla domanda:come dare un nuovo impulso all'evangelizzazione nei nostri paesi. La domanda sulla nuova evangelizzazione ci porta a pensare a quella antica evangelizzazione, che ha dato l'inizio del cristianesimo ai vari popoli slavi, evangelizzazione che era ed è ancora l'ispirazione oggi evangelizzatrice in molti altri contesti culturali "; ha detto l'arcivescovo citando i santi fratelli Cirillo e Metodio, che lasciarono in eredità un modello del cristianesimo sulla base della spiritualità orientale, la liturgia, la lingua volgare vivace e l'unità con la Sede Apostolica Romana. "Attraverso un tempo molto lungo, molti pensavano che tale modello fosse insostenibile. Quando i discepoli di San Cirillo e Metodo sono stati espulsi dalla Grande Moravia, sono stati accolti dal popolo in mezzo al quale sono riusciti a predicare il Vangelo; ma purtroppo, molte nazioni non rimasero in contatto con Roma. Ancora oggi la Chiesa ortodossa afferma che è impossibile rimanere fedeli a est con la spiritualità, la liturgia e la disciplina ed essere in unione con la Sede Apostolica, e dall'altra parte con la Chiesa latina, in particolare nella storia, utile per mostrare l'unità della Chiesa in uniformità latina di spiritualità, liturgia e la disciplina. Noi, come cattolici greci siamo convinti che il modello Cirillo-Metodio, nonostante tutte le disgrazie storiche, è rimasto conservato vivo anche oggi; ed ho capito che l'esistenza di chiese greco-ortodosse è la conferma del modello da seguire e realizzare in tutte le sue dimensioni. Ricordando il 1980 quando da Papa Giovanni Paolo II furono dichiarati Cirillo e Metodio compatroni d'Europa che vogliono richiamare alla mente l'importanza dei Santi fratelli come modelli di ruolo e di sostegno spirituale per le nazioni europee per superare ciò che divide la chiesa, la nazione e il popolo, Mons. Cyril conclude che la visione di Giovanni Paolo II era profetica perché i regimi politici che cambiano, soprattutto comunisti, la caduta del muro di Berlino, l'allargamento dell'UE ai paesi slavi che hanno guadagnato la libertà religiosa, sono come un segno visibile dell'unità desiderata. "Oggi nel santuario sotto lo sguardo materno di Maria siamo uniti nel pensare e pregare sulla nostra missione nel mondo di oggi nella nostra amata patria Europa. Guardando agli esempi luminosi dei Santi Cirillo e Metodio siamo sempre più consapevoli di quanto sia importante - oltre al processo politico e sociale di unificazione delle nazioni europee - anche per unire l'anima europea. È tuttavia impossibile da raggiungere senza unire le radici spirituali dell'Europa. Le figure dei Santi Cirillo e Metodio sono a noi un esempio di queste radici. Nessuna vera unità senza la continuità può essere in grado di crescere e prosperare nella la vitalità della nostra comune Europa": ha detto l'Arcivescovo Cyril nella liturgia a Marija Bistrica. (Traduzione ad sensum)




domenica 25 novembre 2012

Conferenza dei Superiori Religiosi: il Nunzio discute le questioni della Chiesa in Croazia


La Conferenza Generale dei Religiosi di Croazia si è impegnata in due giorni di lavori e di dibattiti sul tema della 'secolarizzazione' e sulle problematiche attuali della vita consacrata in Croazia. I lavori si sono svolti nel Centro Spirituale-Educativo 'Corte di Maria' tenuto dalle Suore della Misericordia presso il monumentale Castello di Lužnica situato nell'hinterland di Zagabria.
Nel primo giorno  si sono avute le relazioni principali confrontate con le stesse tematiche dell'ultimo Sinodo dei Vescovi a Roma. Al secondo giorno ha partecipato a lungo anche S. E. Alessandro D'Errico che ha avuto modo di fare il punto sulla situazione ecclesiale attuale in Croazia e di chiarire le questioni che vedono impegnata la Nunziatura di Zagabria insieme con la Santa Sede nei rapporti con le Istituzioni Croate. Ha anche esortato i religiosi e le religiose a vivere con intensità il loro carisma e la loro spiritualità tra il popolo croato che manifesta fiducia e sequela nei loro confronti. Il Nunzio è stato ringraziato da p. Vinko Mamic per il suo magistero pastorale e per il suo delicato e trasparente lavoro per la Chiesa e la religione in Croazia. La giornata si è conclusa con la Messa celebrata nella Cappella del Castello.
Nella cronaca dell'agenzia sono bene evidenziati i concetti espressi dal Nunzio che sono chiaramente comprensibili anche nella traduzione ad sensum operata con l'ausilio del mezzo informatico. Ne propongo la lettura diretta. Anche dall'agenzia sulla chiusura della Conferenza, riportata tra i link, si può leggere una sintesi generale con l'intervento di Mons. D'Errico. 

2012/11/23 | 16:50 | IKA E - 146147/11

Il Nunzio Apostolico ha visitato la 44.a ASSEMBLEA PLENARIA della HKVRPP

Venerdì 23 11 2012
Zagabria, (IKA) - La seconda giornata del 44.a sessione plenaria della Conferenza croata dei Superiori Maggiori e Superiori (HKVRPP) si è tenuta presso il centro spirituale ed educativo nel Zapresic Lužnica sul tema "La Chiesa e la vita religiosa, la sfida della secolarizzazione".
Il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico ha visitato a lungo la sessione della conferenza dei superiori religiosi. Il Nunzio ha ricevuto parole di benvenuto dal Presidente della Conferenza, P. Vinko Mamic che lo ha ringraziato per la sua presenza e per il suo legame con i religiosi di Croazia frequentemente testimoniato. All'inizio della riunione egli ha detto che è molto lieto di partecipare a questo incontro. "Sono felice di essere qui con voi. Questo incontro mi aiuta a conoscere la vita religiosa in Croazia. Non solo la Santa Sede, ma io personalmente mi rivolgo con uno sguardo speciale a voi. Credo che questa vostra opera sia molto importante per la Chiesa in Croazia, e che molti religiosi contribuiscono molto significativamente per la Chiesa ".
Il nunzio ha parlato dello sforzo della Nunziatura Apostolica in atto, per la riabilitazione e la realizzazione di un profondo rapporto tra il popolo croato e la Santa Sede. Lo sforzo di creare una "sinfonia della Chiesa in Croazia". L'Arcivescovo nella conversazione con i monaci e le monache ha commentato le questioni più attuali della società e della Chiesa in Croazia sempre sottolineando la necessità di discutere i casi passo per passo nell'apertura alla verità. Il Nunzio ha sottolineato il ruolo critico di alcuni media, in particolare sul caso di Dajla, che rilevano legami di presunti interessi nazionali croati con il Vaticano, cosa che sicuramente non è, né deve essere. I monaci e le monache hanno fortemente testimoniato nella storia e nel contesto delle problematiche attuali, come la questione di Dajla e dei segreti confessionali; il Nunzio ha esortato i monaci e le monache a "rimboccarsi le maniche nello svolgimento dei compiti della Chiesa, in quanto hanno il tempo e la fiducia dei fedeli." Commentando il suo lavoro in Polonia e in Bosnia-Erzegovina, il nunzio ha detto che la Chiesa nei paesi post-comunisti ha problemi simili. Queste chiese congiuntamente sottolineano che il clericalismo è negativo per la sopravvivenza della Chiesa sotto il comunismo. "E' difficile vivere le fasi di questa trasformazione. E'difficile vivere il Vaticano II. Pertanto, la Chiesa cerca l'attuazione del Vaticano II in questo campo, perché è certo che oggi non possiamo sperimentare la vita religiosa come 20 anni fa. Oggi, le questioni sono presenti in tutto il mondo. E' una specie di rivoluzione. Lo Spirito Santo dona di certo a tutti, non solo ad alcuni, lo spirito del Vaticano II". Il Nunzio ha ricordato ai monaci e alle monache di godere di grande fiducia nel popolo, li ha esortati ad essere pazienti, in ascolto dello Spirito Santo, e l'obbligo di ciascuno di far frutto dei talenti ricevuti. "Lasciate che i vostri incontri siano tesi a condividere esperienze e problemi. Possa così la Chiesa veramente vivere unita in tutto. Non fare rumore contro le istituzioni, invece impegnarsi a sviluppare la cooperazione e dare tempo ai cambiamenti"; ha detto il ministro, aggiungendo che "la Santa Sede ha fatto di tutto per la verità, e viene chiesto agli altri di fare la stessa cosa"
I monaci e le suore hanno ribadito il desiderio di vivere la loro vita religiosa sottolineando la loro partecipazione attiva al lavoro e alla vita delle diocesi e della Conferenza Episcopale con impegno sempre maggiore; hanno poi ricordato la rigidità del processo di restituzione delle proprietà confiscate delle comunità religiose.
Il Nunzio Apostolico ha ribadito la sua posizione secondo la quale non vi è dubbio che il governo vuole reintegrare i beni alienati, ma il problema essenziale è di carattere finanziario per lo Stato e non è facilmente risolvibile.

Infine p. Vinko ha ringraziato il Nunzio per il suo impegno a favorire la trasparenza nelle questioni attuali della Chiesa.

Il Nunzio Apostolico nella comunione dei monaci e delle monache ha presieduto la Santa Messa nella cappella del castello Lužnica. (Traduzione ad sensum)